In tempi difficili moderare le richieste

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Commentando… (del vescovo Adriano)

In tempi difficili moderare le richieste

Mi meraviglia sempre di più la logica per cui si continua sempre a pretendere aumenti e privilegi, in modo discriminatorio, anche quando si registrano tempi difficili e situazioni di emergenza per molti, se non per la gran parte. Chi ha il posto assicurato nell’impiego pubblico, ad esempio, con retribuzione sulla media o superiore ad essa, non dovrebbe imparare ad accontentarsi? Che dire poi di tutta la gamma di ‘livelli’ nell’impiego pubblico, dei livelli dei ‘dirigenti’? Un sistema inventato solo per farsi pagare più degli altri (e che paghe!) in una continua e inarrestabile corsa all’aumento, agli ‘scatti’, ai premi produzione, mentre in realtà non si fa  niente di più del proprio dovere pattuito, se addirittura non si fa meno! E nel mondo del lavoro produttivo, in caso di crisi, non si dovrebbe darsi da fare per aumentare la produzione e la qualità della produzione per tener testa alla concorrenza? Forse che passeggiare per le piazze, devastare aree pubbliche, bloccare la vita agli altri, aumentano il lavoro e la produzione, uniche vie per conservare il posto del lavoro?

O abbiamo sempre bisogno di attingere a Casse di integrazioni o contributi statali, per non perdere i posti di lavoro? E di fronte agli eventi calamitosi del maltempo di queste settimane – cosa che richiederà una spesa pubblica maggiore per andare incontro a chi ha perso tutto o per rimediare a tutti i danni causati – nessuno di chi ha già molto sente il bisogno e il dovere di darsi una regolata, di accontentarsi, e di fare di più e meglio? Mi sembra proprio che il senso di responsabilità civica sia scomparso, con l’idea che comunque dalle casse dello Stato il più furbo o chi grida di più, o chi mostra i muscoli, riuscirà sempre a prendere, ad attribuirsi o ad ottenere di più. Ma forse sta giungendo il tempo in cui è necessario che qualcuno – o tutti insieme – abbia il coraggio di porre un segnale di ‘Stop”.  In ogni caso, non illudiamoci, prima di distribuire bisogna raccogliere; per concedere aumenti a qualche gruppo o categoria che già sta bene, bisogna prelevare da altri, e ciò non sempre avviene prelevando dai relativamente pochi che stanno meglio, ma dalla stragrande maggioranza che sta senz’altro peggio.  Signori organizzatori di scioperi e rivendicazioni per chi già sta bene, pensateci.  (+ Adriano Tessarollo)

 

da NUOVA SCINTILLA 44 del 23 novembre 2014