Osservazioni in margine alla manovra economica proposta dal governo

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Intervento del vescovo mons. Adriano  Tessarollo

Osservazioni in margine alla manovra economica proposta dal governo

1. È giunto il tempo nel quale all’Italia viene chiesto, se non di saldare i propri debiti contratti in tanti anni, almeno di non continuare ad accrescerli. Operazione che chi ha governato finora, in questi lunghi anni, non ha voluto, o saputo, o potuto fare, per varie ragioni non sempre plausibili e manifeste. Tutti questi governanti e parlamentari, formalmente, ma più o meno liberamente scelti dal popolo (o meglio spesso imposti dai partiti per essere votati, senza possibilità di scelta vera), si sono relativamente curati della salute economica pubblica, quanto piuttosto si sono preoccupati della difesa delle categorie sociali, economiche, politiche e giudiziarie di propria appartenenza e dei relativi interessi.

2. Credo che anche a questo governo sia data relativa libertà di iniziativa perché le scelte governative devono essere approvate prima fuori del parlamento per essere sicuri che poi il parlamento, dove vige l’ordine di scuderia delle varie categorie, le approvi. Mi verrebbe da dire che la gente ‘più comune’ non è rappresentata in Parlamento! Sarà permesso a questo governo tappare quei buchi e quelle falle da cui esce in continuità un flusso inarrestabile di spesa in infinite direzioni clientelari?

3. I sacrifici e quindi i contributi potranno essere richiesti in proporzione alle proprie ricchezze? La storia dei diritti acquisiti che da anni imperversa in maniera iniqua, cioè non equa, in maniera cioè sproporzionata (stipendi, parcelle, pensioni, incentivi, privilegi, esenzioni) solo perché chi può li approva o anche, avendo più forza contrattuale, li richiede perché siano approvati e una volta approvati nessuno può più toccarli, continuerà per sempre? Tutti ci dobbiamo dare una regolata, naturalmente in proporzione delle risorse di ciascuno.

4. È solo dividendo ‘equamente’, cioè proporzionatamente alle possibilità di ciascuno, che può essere sanato il grande debito senza ridurre molti al lastrico! Quale senso di umanità, di socialità e di cittadinanza c’è in chi è preoccupato di nascondere ciò che ha per non corrispondere la sua parte? I partiti diano prova di equità e di responsabilità politica e lo stesso i gruppi economici, sociali, militari e giudiziari.

5. Forse è anche tempo che ognuno e ogni categoria parli dei propri doveri e non solo rivendichi i propri diritti.

Ci auguriamo davvero ‘tempi e criteri nuovi’ per tutti. Cordialmente,

+ vescovo Adriano